Venerdi 3 luglio

passo dello Stelvio
La partenza da Bergamo verso Lecco per il ritrovo con gli amici del nostro club Ultreya Rider alle ore 10.00, ma io e la mami arriviamo leggermente in ritardopertanti ci riuniremo allo Stelvio.La giornata è bella, percorriamo il lungolago fino a Colico e poi via in direzione della Valtellina, Sondrio, Tirano, Bormio e lo Stelvio. Si comincia a respirare aria fresca e curve a non finire.I 36 tornanti a salire sono uno spettacolo unico e gli ultimi con la strada bagnata ci consigliano molta prudenza. La sommità del passo a 2.758 m s.l.m. (è il valico automobilistico più alto d’Italia e secondo in Europa dopo il Colle dell’Iseran).La sosta sul passo ci consente di rifocillarci con i mitici panini di segale con wurstel e crauti e naturalmente tanta senape e di ammirare il panorama sul Parco Nazionale dello Stelvio, ammirando i massicci del Monte Livrio, dell’Ortles ed il Monte Scorluzzo.Ripartiamo per affrontare i 48 tornanti a scendere, con un’andatura allegra. Nel fondovalle si svolta a destra in direzione Glorenza (peccato non aver tempo per visitarla) e via verso il Passo Resia.Nei pressi del Passo Resia, proprio lì dove nasce l’Adige, un solitario campanile spunta dalle acque del lago di Resia, quando venne costruito il lago artificiale, le acque investirono un piccolo paese e tutti gli abitanti dovettero evacuare, a secondo del livello dell’acqua, la parte superiore del campanile è tuttora visibile. L’avvenimento è avvolto da molte leggende, per questo e per la bellezza del paesaggio il lago è una rinomata meta di gite ed escursioni. Un attimo di sosta per rinfrescarci e via, il Passo Resia coincide con il confine con l’Austria, appena superato il confine ci fermiamo, con i serbatoi ormai in riserva, facciamo il pieno e indossiamo l’antipioggia, il tempo comincia a dar segni d’irrequietezza e scappano le prime gocce. Sempre bello il percorso in terra austriaca, bisogna però fare attenzione a non entrare

Lago di Resia
nel tratto di autostrada che fiancheggia il percorso per qualche decina di chilometri, in Austria è obbligatoria la “fiche”, ed i poliziotti austriaci aspettano i motociclisti al varco, acquistare la “fiche” per così poca strada è uno spreco di denaro e di tempo, peccato la pioggia renda disagevole il percorso e oscuri i panorami, si prosegue verso il Fernpass e quindi verso il confine tedesco che dista meno di 20 km dalla nostra meta Grainau, minuscola cittadina nel comprensorio di Garmisch Partenkirchen. Splendido l’Hotel am Badersee (Am Badersee 1-5 * D-82491 Grainau Tel. +49 (0) 08821 821 0

Garmisch
www.hotelambadersee.de), sempre accogliente, garage a disposizione, panorama sul lago e sulle montagne, ristorante, birreria, mountain bike, area fitness, sauna, ecc… Decidiamo di fare uno spuntino, le tavole si riempiono di Stinchi, Arrosti, Canederli, Crauti e Patate, naturalmente immancabile la Birra. Durante l a cena un potente temporale spazza il cielo, la pioggia continua anche dopo cena. Più tardi ci ritroviamo più tardi per una birra direttamente nella “Stube” dell’albergo, facciamo il resoconto della bella giornata ridiamo e scherziamo, serata meravigliosa.
Sabato 4 luglio

Castello di Ludwig
Ore 8, sontuosa colazione ore 9 partenza, raggiungiamo la prima destinazione in meno di un’ora, Linderhof uno dei castelli di Re Ludwig II, Chi è Ludwig II: È il più famoso sovrano bavarese, mito del decadentismo è il più conosciuto, amato e controverso figlio della Baviera. Ludwig nasce il 25 agosto 1845 nel castello di Nymphenburg e, dopo un’adolescenza trascorsa spesso lontano da Monaco nella residenza estiva di Hohenschwangau, sale al trono appena diciottenne nel 1864. E’ uno dei rampolli più in vista delle corti europee: bello, alto un metro e novantuno, slanciato e con due occhi di un azzurro cupo che incantavano tutti. L’ambiguo sovrano, nel corso del suo regno, ispirandosi al “Re Sole – Luigi XIV”, ha fatto costruire tre castelli, specchio della sua personalità e delle sue passioni storiche, artistiche e musicali. Tra i monumenti più visitati della Germania, i castelli di Neuschwanstein, Linderhof e Herrenchiemsee (La Versailles bavarese), sono un inno alle antiche leggende germaniche, magistralmente messe in musica da Wagner, ispiratore ed amico del sovrano bavarese. La sua amata cugina Sissi scrisse una famosa poesia, dove paragona se stessa ad un gabbiano e Ludwig a un’aquila, segno del desiderio di fuggire dalla vita di corte e da tutti i suoi immutabili cerimoniali. Il 12 giugno 1886 re Ludwig II, ormai deposto dal trono e dichiarato pazzo, fu trasferito al castello di Berg, sulle sponde del lago di Starnberg. Il giorno seguente, 13 giugno, il medico curante del sovrano, accompagna Ludwig a fare una passeggiata in direzione del lago, sono soli, nessun infermiere o guardia reale li accompagna… è ormai sera e i due non fanno ritorno, iniziano le ricerche e poche ore dopo re Ludwig II è trovato morto in acqua, al suo fianco il corpo senza vita del dottore. Le circostanze della morte ancora oggi sono oscure: un malore durante un tentativo di fuga? suicidio? omicidio? Sul “luogo del delitto” è stata eretta una Votivkapelle (cappella votiva) e una croce è stata posta all’inizio del ‘900 da Ludwig III nel punto del lago in cui fu rinvenuto il corpo del sovrano. Visitiamo Linderhof (€ 1,5 l’ingresso al parcheggio moto), ci limitiamo a visitare l’immenso e meraviglioso giardino, la casa marocchina (Marokkanisches Haus), evitando la visita guidata dell’interno del castello (€ 7) per ragioni di tempo, purtroppo non riusciamo a visitare la Grotta di Venere (Venusgrotte), ispirata alla Grotta Azzurra di Capri, Ludwig amava passare intere ore a sognare e riflettere facendosi cullare dall’acqua all’interno di una piccola barca a forma di conchiglia che tuttora si può ammirare. Partiamo quindi in direzione Fussen, il tratto di strada che collega Linderhof a Fussen, km.52 la

Neuschwanstein

Lago Plansee
Planser Landesstrasse (ST 2060 – L 255) è, a mio avviso, uno dei più bei percorsi da fare in moto, curve e controcurve si susseguono in un percorso pianeggiante immerso nel classico paesaggio bavarese, prima si costeggia un fiume e poi il lago Plansee, entrando ed uscendo dal confine tra Austria e Germania. In meno di un’ora arriviamo a Fussen nelle cui vicinanze si trovano altri due castelli: Hohenschwangau, già di proprietà della famiglia, castello in cui Ludwig trascorse molta della sua gioventù, ed il sontuoso Neuschwanstein, Walt Disney, rimastone affascinato, lo utilizzò come modello per il castello del suo celebre film d’animazione “La bella addormentata nel bosco” (1959), dimora che è anche presente in tutti i parchi Disney del mondo, un vero castello delle fiabe. Tutti con il naso all’aria incantati dalla vista dei castelli.È ora di pranzo, troviamo un locale storico, caratteristico e posto in modo strategico in mezzo ai due castelli così da consentirci di godere d el panorama durante il pasto, e di nuovo sul tavolo si alterna ogni ben di Dio, kartoffeln e kroten fanno da doveroso contorno, un po’ di birra Weissen aiuta il palato a non asciugarsi troppo… Per visitare i castelli bisogna arrampicarsi e camminare, preferiamo limitarci a guardarli da fuori, promettiamo che torneremo con più calma. Rientriamo verso Garmisch percorrendo un tratto della “Romantische Strasse”, sosta obbligatoria lungo la strada……….. ci eravamo dimenticati lo Strudel…….. . La sera, per recarci a Garmisch abbiamo preferito optare per un comodo Taxi dal costo onesto, ed abbiamo fatto bene perché il cielo ha continuato a versare acqua, trovato il ristorante caratteristico “Alpenhof” sito nella zona pedonale abbiamo consumato un’ottima cena a base di specialità locali e carne alla griglia, rientrati in albergo classica birra nella “Stube” quattro chiacchiere con gli amici.
Domenica 5 luglio
Partenza puntualissima, il tempo non è male, solo leggermente coperto, viaggiamo spediti percorrendo a ritroso il percorso dell’andata fino al bivio per il confine svizzero, dove proseguiamo seguendo le indicazioni

Munt la Schera
S.Moritz, a Zernez deviamo per Livigno, dove arriviamo dopo circa 30 km.Attraversando il tunnel “Munt la Schera” (tunnel di km 3,5 che si percorre a senso unico alternato, le moto pagano €. 7).A Livigno ci aspetta un’intensa pioggerellina che però si dissolve nel tempo di un pieno di carburante a 80 centesi al litro, troviamo l’Hotel Livigno e ci prepariamo a gustare un panino, poi non sappiamo resistere alle lusinghe del simpatico Maitre/Sommelier e ci sacrifichiamo davanti a piatti di Bresaola, Pizzoccheri e formaggi locali, rifocillati e minacciati dalla pioggia incombente, facciamo una veloce spesa di generi extradoganali e indossate le tute antipioggia ripartiamo, attraverso il Passo del Bernina (m.2330 s.l.m.), entriamo in

Maloia Pass
Svizzera, Pontresina, S.Moritz, costeggiamo il lago di Silvaplana e superiamo anche il Passo del Maloja, poi giù verso Chiavenna superando nuovamente la frontiera con la Svizzera, rientriamo in Italia sotto una pioggerellina fastidiosa soprattutto per l’umidità associata all’elevata temperatura, oltre 30°.Dopo Chiavenna una breve sosta, non piove più il caldo è insopportabile, ci togliamo le antipioggia, deviamo verso Bergamo, con chilometri di coda da dribblare, poi un po’ di tranquillità, arrivati in prossimità di Bergamo decidiamo di fermarci per una pizza e poi, stanchi ma soddisfatti, ci avviamo verso casa.
Un po’ viaggio, un po’ cultura, un po’ passione, un po’ avventura….. Questi viaggi sono sempre belle esperienze e, dopo una notte di sonno per superare la stanchezza ti resta solo la voglia di ripartire.
Ringrazio l’amico Marcoromolo per la concessione dei riferimenti presenti in questo articolo.
